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mercoledì 10 giugno 2020

Step #25: Il blog in sintesi

Giungiamo alla conclusione del blog, un interessante viaggio nella parola "Leggere".
Prima di tutto è stato esaminato il verbo/azione fine a se stesso, curiosando tra il suo significato, la sua etimologia e le sue prime comparse tra le opere scritte; tutti i popoli da sempre, ne hanno compiuto il gesto introducendolo anche, con il passare dei secoli, tra i vocaboli delle loro lingue. Numerosi sono i riscontri di tale azione nella letteratura: ad esempio la ritroviamo tra i versi di una poesia che ci riporta a scuola, tra le righe di un'opera narrativa come "l'Orlando furioso", o nei gironi di "sentore mitologico" della Divina Commedia; anche una rappresentazione visiva però, ci induce a leggere: una pubblicità, un film e il quadro di un pittore famoso ci regalano un messaggio o un' emozione.
Nell'attualità non mancano di certo occasioni e momenti di lettura collegati ad esempio al periodo della pandemia, ad un problema ambientale, al varo di un ponte, al ricordo di un famoso poeta o ad una manifestazione "rivoluzionata".
In relazione alla storia della tecnologia leggiamo la testimonianza dell'ingegno dell'uomo; con uno sguardo tra le varie epoche e grazie alle invenzioni della stampa e della carta ci sono giunte notizie di opere e trattati di Greci e Romani, di teatri delle macchine, delle prime enciclopedie e riviste scientifiche. Inventori e invenzioni si sono susseguite fino ai nostri tempi e, con l'avvento della digitalizzazione, si sono sviluppati idee e brevetti sia in campo tecnologico, con l'uscita ad esempio del lettore CD o del lettore ebook, sia in quello scientifico.
Un'invenzione futura, può essere rappresentata da uno speciale inchiostro che si illumina al calare della luce permettendo la lettura dello scritto? Chissà..., per ora, anche se sembra non essere più di moda, vista la crisi dell'editoria, leggiamo: da un buon libro, ne derivano conoscenza e sapere, concetti alla base della cultura e dello sviluppo della nostra società.

domenica 31 maggio 2020

mercoledì 22 aprile 2020

Earth Day 2020

Celebriamo il 50° anniversario della "Giornata della Terra", con una poesia del francese Jacques Prévert (1900-1977) sulla deforestazione selvaggia del Pianeta.

TANTE FORESTE

Tante foreste strappate alla terra
e massacrate
morte
‘rotativate’

Tante foreste sacrificate per la pasta da carta
di miliardi di giornali che attirano ogni anno l’attenzione
dei lettori sui pericoli del disboscamento
dei boschi e delle foreste.

(versione originale)

TANT DE FORETS

Tant de forets arrachées à la terre
et massacrées
achevées
rotativées

Tant de forets sacrifiées pour la pâte à papier
de milliards de journaux attirant annuellement l’attention
des lecteurs sur les dangers du déboisement
des bois et des forets.


Centinaia di alberi vengono sacrificati ogni anno per stampare giornali di ogni tipo, senza curarsi dell'ambiente con il paradosso che, il problema, viene trattato proprio su quelle riviste.
Le società produttrici di carta stanno distruggendo sempre di più le grandi foreste della Terra. Se continuiamo di questo ritmo, questo non potrà far altro che causare squilibri nell'ecosistema, provocando cambiamenti climatici con rischi idrogeologici, l'intensificarsi dell'effetto serra e le ricadute anche sulla fauna.
Sarebbe opportuno pertanto incrementare le gestioni delle piantagioni in modo da renderle sostenibili, diminuendo gli sprechi e aumentando il riciclaggio, facendo sì che la lettura diventi ecologica, oltre che un piacere.

lunedì 13 aprile 2020

Step #07: Leggere... nella poesia

A scuola
"Come il mulino odora di farina,
e la chiesa d’incenso e cera fina,
sa di gesso la scuola.
È il buon odor che lascia ogni parola
scritta sulla lavagna,
come un fioretto in mezzo alla campagna.
Tutto qui dentro è bello e sa di buono.
La campanella manda un dolce suono.
A una parete c’è una croce appesa…
Pare d’essere in chiesa:
s’entra senza cappello,
si parla a voce bassa,
si risponde all’appello…
Oh, nella scuola il tempo come passa!
S’apre il libro, si legge e la signora
spiega, per chi non sa, or questo or quello
come in un gioco. Un gioco così bello
che quando di fa l’ora
d’uscir, vorremmo che durasse ancora.
Come il mulino odora di farina
e la chiesa d’incenso e cera fina,
la casa prende odor dal pane nostro
e la scuola dal gesso e dall’inchiostro."

di Renzo Pezzani

L'autore Renzo Pezzani nacque a Parma nel 1898. Terminati gli studi magistrali, diventò maestro di scuola elementare, e da questo periodo prese spunto per elaborare soprattutto testi e opere per l'infanzia, a cui è collegata la sua fama. Molte delle sue poesie, infatti, si ritrovano nei libri di scuola elementare a partire dal dopoguerra.

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